Francesca Recchia Luciani sul palco
2025 — Strati

Disubbidire per ribellarsi al patriarcato e alla sua violenza

Francesca Recchia Luciani

Quante volte ci è stato detto di obbedire senza mai mettere in discussione?

Se già Hannah Arendt denunciava l’“obbedienza cadaverica” di chi si limita a ubbidire senza pensare, oggi di fronte alla violenza del patriarcato contro donne, comunità LGBTQI+ e popolazioni civili, è necessaria una disubbidienza femminista e non violenta. Perché disubbidire è prima di tutto un atto di pensiero, un gesto di valore politico e morale. Ribellarsi diventa così una responsabilità, un passo fondamentale per costruire un mondo più giusto e inclusivo. Professoressa Ordinaria di Filosofie contemporanee e saperi di genere e Storia della filosofia dei diritti umani all’Università di Bari Aldo Moro, presso cui è Responsabile delle politiche di genere. Dirige il Dottorato Nazionale in Gender Studies che coinvolge 16 atenei e più di 70 docenti.

Ha scritto saggi e monografie su Max Weber, Ludwig Wittgenstein, Peter Winch, Simone Weil, Hannah Arendt, Primo Levi, Günther Anders e Jean-Luc Nancy.

Dirige Postfilosofie, Rivista di pratiche filosofiche e di scienze umane e la collana editoriale del Melangolo (Genova) Xenos. Filosofia, fenomenologia e storia dell’alterità.

Ha pubblicato il manuale (con A. Masi) Saperi di genere, Dalla rivoluzione femminista all’emergere di nuove soggettività (D’Anna 2017), le sue monografie più recenti sono Jean-Luc Nancy, Il corpo pensato (Feltrinelli, 2022), Filosofe e Dieci donne che hanno ripensato il mondo (Ponte alle Grazie, 2025).

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